Slackware

Da Hacknowledge.

Slackware
Gruppo di sviluppo: Patrick Volkerding
Famiglia: GNU/Linux
Tipo di sorgente: Open Source
Ultima versione stabile: 12.0 / 2 luglio 2007
Tipo di kernel: Linux
Ambiente desktop: KDE
Licenza: GNU GPL
Stato dello sviluppo: Attivo
Sito web: www.slackware.com


Slackware Linux è una distro sviluppata con il dupplice obbiettivo di stabilità e facilità d'uso, fornisce un sistema completo, equipaggiato per soddisfare qualsiasi richiesta: dal desktop fino ai server di produzione. Un range completo di tool di sviluppo, editor e librerie aggiornate sono inclusi per tutti quegli utenti che desiderano sviluppare o compilare altro software.
Il nome di questa distribuzione GNU/Linux deriva dal termine «slack», che significa «ozio», «pigrizia», «indolenza». Dietro questa curiosa denominazione sta l’adesione alla Church of the SubGenius, movimento pseudo-religioso «tecno-pagano» nato a Dallas nel 1953.
La fondamentale credenza della Chiesa dei Subgenius è la ricerca dello Slack, ovvero un senso di libertà, di indipendenza, di autonomia allorché si riescono a raggiungere i propri obiettivi. Tutti nascono con lo spirito dello Slack, ma poi esso viene inibito dalla «cospirazione» della gente comune e dal conformismo.

Indice

[modifica] Storia

Slackware nasce nell’aprile 1993, anche se l’annuncio ufficiale compare in Internet poco tempo dopo, il 16 luglio, e si può ancora leggere all’indirizzo: http://www.slackware.com/announce/1.0.php.
Il suo creatore è Patrick J. Volkerding, laureatosi in informatica nel 1993 (il titolo americano è «Bachelor of Science») presso la Moorhead State University del Minnesota. Volkerding, avendo bisogno di un interprete LISP (List Processor, un linguaggio di programmazione di tipo funzionale, notevolmente lontano dai linguaggi imperativi come Fortran, Pascal, C ecc.), costruì un piccolo sistema basato su GNU/Linux, chiamato SLS Linux (Soft Landing System). Fissati alcuni bug di questo sistema, decise di creare un’intera distribuzione, inizialmente riservata a un ristretto gruppo di amici. Slackware 1.0 era composta da due serie di pacchetti: la serie a (contenente il kernel, le utilità di base e consistente in tredici floppy) e la serie x contenente il server grafico e consistente in undici floppy). Volkerding continua a essere il mantainer pressoché unico di questa distribuzione, anche se dopo la sua trascorsa malattia aveva dichiarato di voler coinvolgere (ma non si sa a che livello) dei collaboratori, per garantirle un futuro in modo del tutto indipendente dalle sue vicende personali. Inoltre, si affida a un gruppo ristretto di persone che seguono gli aggiornamenti di sicurezza. Si tratta insomma, per Slackware, di una «one man distro».

[modifica] Caratteristiche

Essendo stata concepita per essere più unix-like possibile, Slackware è considerata un'ottima distro per imparare il funzionamento di Linux, tanto che i suoi estimatori usano dire: "When you know Slackware, you know Linux... when you know Red Hat, all you know is Red Hat." ("Quando conosci Slackware, conosci Linux... quando conosci Red Hat, conosci solo Red Hat.")
Slackware è la distro che più di tutte aderisce al motto KISS, perchè inserire pesanti interfacce grafiche per eseguire delle configurazioni che possono essere tranquillamente eseguite a mano?
Slackware è conosciuta per essere una distro veloce e stabile, queste caratteristiche derivano proprio dalla scelta di non includere tool grafici di configurazione. Scelta che ha consentito anche di ottenere una distro altamente configurabile, al contrario di certe distro user-friendly nelle quali è assai difficile modificare un impostazione per la quale non è stato previsto un tool grafico.
Inoltre, l'utilizzo di un kernel vanilla (cioè privo di patch, eccezion fatta per la patch speakup - utile per i diversamente abili - che peraltro si può scegliere di non installare in fase di installazione) rende molto più semplice la ricompilazione dello stesso rispetto ai kernel profondamente patchati di altre distro.

[modifica] Gestione pacchetti

Il formato dei pacchetti di Slackware è .tgz e la loro gestione viene affidata di default alla suite di programmi pkgtool (pkgtool, installpkg, removepkg, upgradepkg) la critica che viene mossa più frequentemente a questo package manager è che non gestisce le dipendenze.
Questo comportamento è del tutto intenzionale. Slackware, intendendo conferire all’amministratore del sistema il massimo controllo sui pacchetti, lascia che sia l’amministratore stesso, che compila installa, a decidere manualmente, caso per caso, se e quali dipendenze soddisfare, quali caratteristiche abilitare nei pacchetti e quali invece no, e pertanto rifiuta ostinatamente di ricorrere a strumenti di gestione automatica (come Apt, Yast e lo stesso Swaret). Si legge infatti in Slackware Linux Essentials (a p. 215):
C’è un mito che è circolato da quando RedHat ha introdotto il RedHat Package Manager, e cioè che Slackware non ha alcuna utilità per la gestione dei pacchetti. Ciò è semplicemente falso. Slackware ha sempre incluso una utilità per gestire i pacchetti, anche prima che RedHat esistesse. Benché non ricchissimo di caratteristiche od onnipervasivo come rmp (o, almeno sotto questo aspetto, deb), pkgtool e i programmi correlati sono altrettanto validi per installare pacchetti come gli rpm. La verità su pkgtool non è che non esiste, ma che non effettua alcuna verifica delle dipendenze. A quanto pare, molta gente nella comunità Linux ritiene che un’utilità per gestire i pacchetti debba includere per definizione la verifica delle dipendenze. Non è così, in quanto almeno Slackware non si comporta in questo modo. Ciò non significa che i pacchetti di Slackware non abbiano dipendenze, ma piuttosto che la sua utilità di gestione dei pacchetti non le verifica. La gestione delle dipendenze è lasciata all’amministratore di sistema, e a noi va bene così.

Tuttavia esistono dei packet-manager non ufficiali che gestiscono anche le dipendenze, i principali sono: Swaret, Slapt-get (derivato da apt-get di Debian) ed emerde (derivato da Emerge di Gentoo).

[modifica] Architetture

Slackware viene rilasciata solo per x86, esistono però alcuni port su altre architetture, quali i processori PPC (Slackintosh), SPARC (Splack), S/390 (Slack390), ARM (Armedslack) o AMD64 (Slamd64).

[modifica] Critiche

Spesso Slackware Linux viene additata come una distro difficile da installare, configurare ed utilizzare. Questa critica è principalmente dovuta al fatto che Slackware Linux non fornisce tool grafici di configurazione, in realtà, dopo aver appreso come utilizzarla, si rivela una distro molto semplice da utilizzare al meglio, in grado di regalare grandi soddisfazioni.
Inoltre, l'utilizzo di un vanilla-kernel (cioè privo di patch) rendono molto semplice la ricompilazione del kernel. In ogni caso Slackware non è la distro più indicata per un neofita di GNU/Linux, soprattutto se arriva dal mondo Windows™.
Per imparare ad utilizzare questa distro è molto utile consultare il libro Slakware for Dummies di Mauro Sacchetto, reperibile sul sito http://www.slacky.eu, che guida passo passo ad una corretta installazione e configurazione del sistema.

[modifica] Varianti

  • BackTrack, una distro che contiene tutti gli strumenti per la sicurezza informatica e la violazione di sistemi
  • HardenedLinux, una piccola distro particolarmente sicura progettata per lavorare su firewall, vpn gateway e IDS
  • Slax, la versione live di Slackware
  • Stux, unisce i lati migliori si Slackware a quelli di Knoppix
  • VectorLinux, Slackware con alcuni strumenti user-friendly
  • ZenWalk, Slackware con alcuni strumenti user-friendly
  • Frugalware, Slackware con alcuni strumenti user-friendly
  • Slackintosh, porting PPC
  • Splack, porting Sparc
  • Slack390, porting S/390
  • Armedslack, porting ARM
  • Slamd64, porting AMD64
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